STORIA

AUTOBIOGRAFIA DELLA CASA ROSSA

“La casa racconta e si racconta”

Mi piace molto il nome di “casa rossa” con cui la gente di Montecchio mi conosce e mi chiama. Suona semplice, vitale, alla mano.

Mi piace molto anche la famiglia Ceccato che ho ospitato da un bel po’ di anni, almeno tre secoli, e, un giorno di fine gennaio del 1914, mi ha fatto conoscere Silvio. Me lo ricordo bene: presto era diventato un bel ragazzetto allampanato, molto particolare, appassionato di musica e di tennis, che sarebbe diventato un geniaccio della cibernetica. Non chiedetemi cosa significa. Credo di aver capito ora, che, lontano dalle mie mura accoglienti, avesse inventato un nuovo modo di navigare nel gran mare della mente che potrebbe cambiare molte cose umane.
È anche grazie a lui che mi piace molto essere chiamata e riconosciuta pure come “Villa Ceccato”.
Un’abitazione, chiamatela casa o villa, è fatta per stare ferma e accogliere e proteggere chi ci vive e la sua memoria si confonde con la loro. Così fino a qualche anno fa, sapevo molto dei Ceccato, ma ben poco della mia nascita.
Finché lo scrupoloso, sensibile architetto Nicola Resta che recentemente mi ha rifatta bella, coccolandomi, ha scoperto, tra le mie membra, una mappa del territorio che tuttora mi circonda.
Qui tra i nomi dei vecchi poderi e degli appezzamenti che ancora mi corteggiano, c’era quello di mio…padre: il “Casone Lorenzoni” che ha saputo lasciarmi proprio lo spazio giusto dove farmi nascere, dopo la metà del 1600.
Pare ci sia stata una signorinella Lorenzoni di cui si era invaghito un tal Ceccato. Tra le doti con cui avrà attratto il promesso sposo c’era sicuramente il bel posto dove mi trovo.

I Ceccato che hanno abitato qui con me, dentro di me, da allora si sono sempre presi cura del mio corpo. Nell’800 mi hanno fatto sentire utile e produttiva. Pensate che, sulla mia sommità, avevano posto, come avveniva spesso nelle case campagnole, un allevamento di bachi da seta. Non potete immaginare cosa si prova, a un certo momento, a sentirsi sfiorata, avvolta da sottili fili di seta.
Dal 1900 la famiglia mi fatto  un nuovo meraviglioso dono: al posto dell’allevamento di bachi ha fatto sbocciare una grande terrazza. Ho perso le carezze dei fili di seta, ma ho guadagnato la vista ariosa e luminosa di un bel giardino. Dopo aver imparato cosa significa avere spirito pratico ho capito cosa significa unire un equilibrio classico con una visuale romantica.
Da sempre ho avuto intorno a me la compagnia discreta, preziosa, simpatica degli spazi per i contadini, semplici e amichevoli in tutto, se non nel nome con cui li chiamano : “annessi rurali”.
Sicuramente è grazie a loro se mi sono deliziata, in passato, di improvvisi profumi di uva, di mosto e di vino e oggi di quello di un ottimo olio extra vergine di olive. Sempre affettuosi e rispettosi con me i Ceccato, da veri signori d’animo e, per di più, una famiglia numerosa.

Ho perso il conto dei loro matrimoni e delle nascite. Ma del matrimonio dell’Avvocato Riccardo con la signorina Irma Ferrarin, nel 1910, me ne ricordo bene. È grazie alla Irma che ho potuto incontrare il fratello che, spesso, la veniva a trovare. È lui che mi ha insegnato a guardare in alto oltre i giganteschi cedri del libano che ho visto crescere, fino a sfiorare il cielo, è lui che mi ha fatto immaginare, ben oltre le colline venete, altri cieli, parlando continuamente di nuove macchine volanti capaci di arrivare in Cina e Giappone. Si chiamava Arturo, Arturo Ferrarin e ne parlavano come di un grande esploratore, trasvolatore. Dicevano che i doni che mostrava glieli aveva dati di persona un grande imperatore, quello delle terre del Sol levante, per essere riuscito a volare nel 1920 da Roma a Tokyo.
Se Arturo mi ha dato il brivido dell’avventura, Silvio, già grande, quando se ne tornava spesso qui da Milano, per riabbracciare la madre mi ha fatto scoprire cosa provano gli umani quando parlano di veri affetti. Con lui arrivavano spesso anche suoi amici, persone capaci di ascoltarsi tra loro e di scambiarsi, contenti, idee e pensieri. Mi sembra di aver capito che questo significa essere persone di cultura. Insomma ho capito che ho accolto con reciproca soddisfazione, nelle mie stanze e nel mio giardino grandi teste pensanti e creative del ‘900.

Ebbene sì sono stata molto viziata dalla famiglia Ceccato. È per questo che vorrei continuare ad accogliere e far sentire a loro agio qui con me, nei miei spazi, cose e persone belle, individui con idee e proposte artistiche, musicali, teatrali,  giovani che sappiano riconoscere i doni del passato e abbiano voglia di sfidare il futuro con nuove ricerche. Dopo essere stata un accogliente, rasserenante spazio privato, riservato a una famiglia fortunata, sarò d’ora in poi uno spazio per chi voglia mostrare come unire avventura e cultura e per chi cerchi il posto ideale in cui un gruppo possa costruire o ritrovare il valore dei rapporti umani e dei progetti comuni.

GCL

SERVIZI

Ai piedi dei Castelli di Giulietta e Romeo, in un’oasi immersa nel verde, da cui si gode la vista della vallata dell’Agno-Chiampo, sorge Villa Ceccato, chiamata affettuosamente dai cittadini di Montecchio Maggiore la “Casa Rossa”. La Villa è una residenza di campagna permanentemente abitata, situata a Montecchio Maggiore (15 km da Vicenza), distante 10 minuti dall’uscita autostradale Montecchio, nella direttrice Venezia–Milano (A4).

Qui nacque Silvio Ceccato, che portò la Cibernetica in Italia e fu filosofo, musicista e scienziato. La nipote Riccarda Silicani ha riportato questa dimora agli antichi sapori, grazie ad un restauro accurato condotto dall’architetto Nicola Resta con una particolare attenzione al vissuto della casa. Oggi la Villa, fino ad ora residenza privata della famiglia Ceccato, è stata aperta al pubblico per varie iniziative, con l’intento di condividere i suoi ambienti suggestivi.

Villa Ceccato offre innumerevoli spazi, stanze modulabili e trasformabili a seconda delle diverse esigenze, con capienza all’esterno fino a 450 persone e all’interno per un massimo di 100 ospiti. In quelle che erano le vecchie cantine, è presente uno spazio polifunzionale con una capienza di 45 posti a sedere, adatto a conferenze, seminari, sessioni di cinema, musica e convegni. Il vostro evento potrà svolgersi in concomitanza di esposizioni d’arte di prestigio, che renderanno ancor più di qualità ciò che voi proporrete, in una cornice di esclusività ambientale, paesaggistica e culturale. I nostri spazi, essendo una dimora realmente abitata, garantiscono il calore e il fascino del vissuto di cui oggi difficilmente si può godere.

ATTIVITA’:

• convegni culturali
• presentazione di libri (nonché cene con l’autore)
• concerti all’aperto
• rappresentazioni teatrali
• galleria d’arte
• sfilate di moda
• workshop di artisti, letterati e fotografi
• corsi di cucina
• corsi di allestimento interni
• degustazioni di eccellenza
• meeting aziendali
• sessioni di lavoro per liberi professionisti
• corsi di formazione per quadri aziendali
• creazione allestimenti esclusivi

Tutti gli spazi sono coperti da rete wireless, compresi gli esterni.

Siamo in grado di occuparci del servizio catering, affidandoci a ristoratori di nostra fiducia o, se preferite, potete avvalervi di un vostro service esterno.

È presente un parcheggio appena fuori dai confini della proprietà principale, in modo che le vetture siano fuori dalla vista di questa oasi di pace.

Nella Villa ha sede un Centro Culturale permanente, intitolato a Silvio Ceccato, insigne cittadino di Montecchio, nonché membro dell’illustre Accademia Olimpica di Vicenza. Il Centro sarà promotore di attività culturali di alto spessore (arti figurative, musicali, video performative e teatrali), legate agli studi sulla Cibernetica.

CI HANNO SCELTO

ARTISTI, MUSICISTI, ASSOCIAZIONI BENEFICHE, ASSOCIAZIONI CULTURALI, TEATRI, AZIENDE E SCRITTORI.

BRUNA LANZA, VITTORIO MATINO, MONIKA BULAJ, FLORIO POZZA, TROVESI, PETRIN, PREMIO CONCERTO D’ESTATE, AMICI DELL’OLIMPICO, MATO GROSSO, COUNCELING   FILOSOFICO, FESTIVAL BIBLICO, THEAMA TEATRO, ACTIVE LANGUAGES, FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO, GIACOMO POMPANIN, MAURIZIO SIGNORINI, COMUNE DI MONTECCHIO MAGGIORE, THOMAS PELLIZZARO, ATTILIO PIAZZA, ISARTE GALLERIA.